CAPARSA CHIANTI CLASSICO DOCCIO A MATTEO RISERVA 2006 View larger

CAPARSA CHIANTI CLASSICO DOCCIO A MATTEO RISERVA 2006

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Paolo Cianferoni, vignaiolo chiantigiano classe 1958, con un solido passato famigliare di tradizione vitivinicola, dal 1982 conduttore dell'azienda Caparsa a Radda in Chianti insieme a Gianna Bastoncelli, sua compagna di vita.

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Paolo Cianferoni, vignaiolo chiantigiano classe 1958, con un solido passato famigliare di tradizione vitivinicola, dal 1982 conduttore dell'azienda Caparsa a Radda in Chianti insieme a Gianna Bastoncelli, sua compagna di vita.

Il pensiero di Paolo Cianferoni, come lui stesso ci spiega, è la scelta di produrre prodotti biologici non deve essere legata al desiderio di penetrare in un mercato di "nicchia", ma deve diventare un modo di essere, di pensare, di agire. Interagire con l'ambiente in un modo ecologicamente corretto e divenire parte della cultura d'impresa, punto di partenza e obiettivo di tutta l'attività. Oggi l'azienda Caparsa è arrivata a ridurre del 70% l'uso di pesticidi contro le malattie della vite, grazie a un sistema di monitoraggio computerizzato dei dati ambientali che consente di fare pochi e mirati trattamenti a base di rame e zolfo senza molecole di sintesi, solo quando strettamente necessari. Viene praticato l'inerbimento su tutta la superficie aziendale, fondamentale per diminuire l'erosione del suolo e prevenire frane e alluvioni, mentre in vigna si applica il sovescio, ovvero un metodo di concimazione naturale effettuato ad anni alterni, che prevede la lavorazione del terreno negli interfilari per poter seminare il favino, una leguminosa in grado di arricchire il suolo di azoto, componente indispensabile per dare nutrimento alle viti. Al favino viene alternato il letame e altri prodotti organici. Le vigne sono situate su terreni collinari composti da galestro, alberese, argilla e sabbia, ben esposti e situati a un'altitudine media di 450 metri s.l.m., la maggior parte delle viti risalgono agli anni '60 e '70, età che permette una naturale riduzione della produzione d'uva per pianta, ma in azienda si sta operando anche per la realizzazione di nuovi impianti. La raccolta delle uve viene effettuata interamente a mano, in cantina si utilizzano i lieviti indigeni per la fermentazione dei vini, che non vengono filtrati per mantenere il più possibile integre le loro proprietà.

Caratteristiche organolettiche:  profondo rubino violaceo molto luminoso, mentre il bouquet rivela la sua giovanissima età nella presenza di un legno non ancora del tutto assorbito che gli trasferisce una dolcezza olfattiva superiore alle versioni precedenti. Al momento la trama olfattiva ha un'impronta più moderna e meno affine alle precedenti, il tempo farà meglio capire se è solo frutto di un processo evolutivo appena iniziato o comunque di una impostazione leggermente diversa. Qui emerge insieme al frutto una nota di cacao che in precedenza non avevo percepito, poi sentori appena tostati e spezie ancora in formazione.
Al palato ritornano certi tratti che in tutte le annate hanno caratterizzato questo vino, come la freschezza e una polpa sempre orientata ad un frutto mai eccessivo nella sua morbidezza, mentre il tannino appare ancora indietro, asciugante, sebbene sempre di trama molto fine. Un vino davvero agli inizi del suo percorso, ma già con una rotondità che il legno contribuisce ad esaltare, la materia prima è sempre eccellente e la persistenza altrettanto incisiva.
 

 

Servizio e conservazione: servire ad una temperatura di 18-20°C in ampi calici. Conservare in una cantina fresca e buia (buone le moderne cantinette) lo attende un'evoluzione lunga e ricca di sorprese. Sicuramente su  un'ottima Bistecca  Fiorentina!!